COMUNICATO STAMPA: NIENTE FERROVIA MA VIA LIBERA ALLO SCEMPIO

Oggi, con lo stanziamento da parte del CIPE di 90 milioni di euro, si chiude nel peggiore dei modi la vicenda del finanziamento dell’opera ferroviaria Rieti-Roma.

Prima lo scippo a scapito del capoluogo, che è stato escluso dal progetto definitivo a favore del solo tratto Passo Corese-Osteria Nuova, il cui costo da solo fagocita tutto il budget previsto (350 milioni di euro circa).

Poi il ridicolo stanziamento, perfettamente a tempo con la scadenza elettorale, di 90 milioni di euro: utili a dare il via agli scempi, ma inutili per costruire alcunché.

I fatti dimostrano inequivocabilmente che il cinismo e l’affarismo spregiudicato della politica ha avuto il sopravvento sugli interessi dei cittadini e della collettività.

Il Comitato Nuovo Tracciato intensificherà la lotta contro questa follia distruttiva e contro questo spregevole modo di impiegare i soldi pubblici, ricorrendo in tutte le sedi preposte e mobilitando la pubblica opinione al fine di fare giustizia e fermare quanto prima questo ignobile scempio.

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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COMUNICATO STAMPA: IL COMITATO NUOVO TRACCIATO INCONTRA GLI AGRITURISMI E I PRODUTTORI DI OLIO DI FARA IN SABINA

Mercoledì 8 marzo alle 17.30 a Passo Corese, alla Sala 3M di largo Giulio Cesare, il Comitato Nuovo Tracciato incontra gli Agriturismi e i Produttori di Olio di Fara in Sabina.

Il Comitato ritiene che gli Agriturismi e i Produttori di Olio presenti nel territorio di Fara in Sabina debbano essere informati su ogni aspetto relativo alla costruzione della ferrovia Passo Corese-Osteria Nuova, affinché possano rendersi esattamente conto di cosa sta per succedere e potersi dotare di conseguenza degli strumenti più idonei per decidere se e come impegnarsi per impedire un disastro che avrà conseguenze sicuramente letali per le loro attività.

Sul territorio di Fara verranno costruiti circa 14 km di ferrovia di cui soltanto il 30% su rilevato o trincea. Verranno scavate oltre 5 km di gallerie e realizzati circa 4 km di viadotti. Ci saranno anche gallerie artificiali, in sostanza nuove colline destinate a modificare il paesaggio e il microclima, per oltre 1 km.

I viadotti saranno ben 13, di cui 3 giganteschi, lunghi tra i 500 e i 700 metri di lunghezza, con altezze tra i 30 e i 40 metri, visibili da decine di chilometri. Altri 8 saranno lunghi tra i 100 e i 300 metri, di pari altezze e disseminati per tutto il percorso, alternati alle gallerie.

I piloni dei viadotti avranno una sezione di oltre 5 metri e saranno in totale 156. Ciascun pilone appoggerà su una base di cemento sotterranea di circa 10 metri di lato e 4 di altezza e con fondamenta tra i 40 e i 50 metri.

È certo che le 156 perforazioni per le fondamenta dei piloni e i 5 km di gallerie scavate devieranno una gran parte delle falde acquifere, creando un dissesto idrogeologico senza eguali nella storia del territorio della provincia di Rieti, riducendo in secca pozzi, ruscelli e sorgenti in tutto il territorio del Comune di Fara in Sabina.

Il tutto senza calcolare i riflessi sanitari e viari legati all’apertura dei tantissimi cantieri previsti e all’attività delle cave e delle discariche – di cui una ubicata proprio sotto l’Abbazia di Farfa – con emissioni di polveri sottili e agenti inquinanti per oltre un decennio, oltre a un traffico incessante di mezzi pesanti su vie normalmente utilizzate per il traffico comunale e turistico.

Questi sono solo alcuni dati di un’opera sciagurata, che è destinata – ci preme sottolinearlo – a non raggiungere il capoluogo Rieti, e che non è quindi affatto di pubblica utilità, rispondendo evidentemente a interessi privati legati alle lobby politico-affaristiche del cemento, delle perforazioni e delle speculazioni edilizie.

Nonostante tutto ciò l’unico ad aver avuto il coraggio di bocciare questo tracciato in Conferenza dei Servizi è stato il sindaco di Fara in Sabina Tersilio Leggio, che in quella sede ha anche annunciato un ricorso al TAR da parte del Comune, che si affiancherebbe così a quello che stanno preparando da mesi i cittadini attraverso il Comitato Nuovo Tracciato.

Sono ormai diverse centinaia le firme dei cittadini che si uniscono per il ricorso al TAR, a cui si sono aggiunte negli ultimi giorni le adesioni di importanti associazioni, cooperative, aziende agricole e imprese legate al territorio.

Fara in Sabina 7 marzo 2006

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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A disposizione di tutti la voce del Comitato

Per tutti coloro che non hanno potuto ascoltare il Comitato sulle frequenze di MEP Radio ecco a disposizione la registrazione integrale. L’approfondimento è stato condotto da Gianfranco Paris, direttore di Mondo Sabino, il 20 febbraio alle ore 16.00. Ospite in studio in rappresentanza del Comitato Nuovo Tracciato Paolo Campanelli, reatino e residente da ormai nove anni a Fara in Sabina. Il file è archiviato inoltre nella sezione Audio.

Scarica la registrazione integrale del programma della durata di 1h 02′ 09″ (MP3, 14,2 MB)

Perizia di spesa per le espropriazioni

Abbiamo analizzato i documenti di RFI e Italferr inerenti il piano degli espropri. Torneremo molto presto sull’argomento pubblicando nel dettaglio il piano in questione (è una quantità assai notevole di materiale motivo per il quale è necessario del tempo per la pubblicazione). Nel frattempo riassumiamo gli importi stimati, divisi per Comune, per le indennità di espropriazione, asservimento, demolizione soprassuolo ed occupazione temporanea degli immobili di proprietà privata interessati dalla realizzazione dell’opera ferroviaria. Dai dati in questione emerge assai chiaramente e inequivocabilmente la portata dello scempio perpetrato ai danni del nostro teritorio.

Fara in Sabina (RI)
€ 4.723.000,00

Scandriglia (RI)
€ 1.856.000,00

Nerola (RM)
€ 1.036.000,00

Montelibretti (RM)
€ 821.000,00

Poggio Nativo (RI)
€ 441.000,00

Poggio Moiano (RI)
€ 181.000,00

Montopoli di Sabina (RI)
€ 111.000,00

Totale espropri € 9.169.000,00