A disposizione di tutti la voce del Comitato

Per tutti coloro che non hanno potuto ascoltare il Comitato sulle frequenze di MEP Radio ecco a disposizione la registrazione integrale. L’approfondimento è stato condotto da Gianfranco Paris, direttore di Mondo Sabino, il 20 febbraio alle ore 16.00. Ospite in studio in rappresentanza del Comitato Nuovo Tracciato Paolo Campanelli, reatino e residente da ormai nove anni a Fara in Sabina. Il file è archiviato inoltre nella sezione Audio.

Scarica la registrazione integrale del programma della durata di 1h 02′ 09″ (MP3, 14,2 MB)

Sviste o censure?

Oggi due quotidiani locali hanno pubblicato integralmente (si fa per dire) il nostro comunicato di ieri, mentre gli altri hanno riportato alcuni passaggi tra virgolette all’interno di articoli. Provate a dare un’occhiata a come sono passati sui due quotidiani che li hanno pubblicati integralmente (in un caso il senso della frase risulta addirittura indecifrabile), ci sarebbero altre sottili differenze, ma ci limitiamo a farvi analizzare il penultimo capitolo. Vi riportiamo prima il capitolo originale, poi i due pezzi con [tra parentesi quadre e grassetto] il testo omesso e {tra graffe} le parole originali cambiate con altre. A voi l’arduo giudizio.

Testo originale del Comunicato del 22 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano “le palle” e ne raccontassero di meno, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Il Messaggero di Rieti del 23 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano [“le palle” e] ne raccontassero di meno[, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini].

Nuovo Rieti Oggi del 23 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano gli attributi {“le palle”} (termine originale più colorito) e ne raccontassero di meno[, invece è vero il contrario, purtroppo]. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche dei {di tutti} i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a {tutto} vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Che ne dite? Sciatteria giornalistica? Refusi? O censure? Noi diciamo solo che se fossero censure significherebbe che ci troviamo davanti ad una verità incontestabile e scomoda (non si censura ciò che è opinabile). Speriamo di sbagliarci. E ci aspettiamo un chiarimento da Il Messaggero di Rieti e da Nuova Rieti Oggi.

COMUNICATO: IL MOMENTO DELLE DOMANDE MAI POSTE E DELLE RISPOSTE CHE NON VERRANNO

Ieri 21 febbraio in Conferenza dei Servizi la politica delle convenienze affaristiche ed elettorali è riuscita a partorire il seguente mostro:

1- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è sbagliato e va rifatto

2- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è approvato

Inutile far notare che questo fotografa la totale miseria della nostra classe politica.

Si doveva giudicare il progetto di un’opera che devasterà parte del patrimonio inestimabile di noi tutti, in barba alle aspettative sin qui generate (Ferrovia dei Due Mari, Rieti-Roma, transito merci, corse turistiche ecc.) che, è ormai evidente, non verranno affatto onorate. Si doveva giudicare un progetto definitivo della Rieti-Roma, l’opera di rilevanza nazionale… Si doveva giudicare l’operato progettuale della Italferr.

Ce li immaginiamo lì, i nostri bravi politici, a fare da giudici a quest’opera…

“Perché non c’è nel progetto definitivo il tratto Osteria Nuova – Rieti?”

“Che garanzie abbiamo che il tratto da Osteria Nuova a Rieti si possa realizzare visto che non è stato progettato a livello definitivo ma solo come preliminare?”

“Perché il tratto Passo Corese – Osteria Nuova costa quanto doveva costare tutta la ferrovia Rieti – Roma?”

“Perché il tracciato è così lento?”

“Perché è un tracciato fatto quasi unicamente di gallerie e viadotti?”

“Perché non sono state previste, nemmeno nel preliminare, stazioni intermedie per corse lente utili sia ai residenti che al traffico turistico?”

“Perché l’unico punto dove è previsto l’incrocio dei treni è in cima ad un cavalcavia di oltre 30 metri che ne pregiudica la possibilità di una stazione intermedia?”

“Perché è stato progettato un tracciato a binario unico e non raddoppiabile?”

“Perché se si tratta della Rieti-Roma, prima tratta di una futura ferrovia dei due mari, non è stata progettata per il transito delle merci?”

“Perché i 17 km che insistono sul Comune di Fara in Sabina, cioè circa l’80% del tracciato, passano sopra luoghi di culto, zone densamente abitate, siti archeologici, paesaggi straordinari, aziende agricole?”

“Perché non avete nemmeno risposto alla delibera del Comune di Fara in Sabina del 2003 che bocciava il tracciato preliminare e vi invitava a collaborare per trovare una soluzione diversa?”

“Perché l’amministratore delegato di RFI non si è nemmeno degnato di rispondere ad un appello a lui diretto dal sindaco di Fara in Sabina al fine di trovare una soluzione che non ne distruggesse il territorio, dal momento che Italferr ne ignorava le osservazioni e nemmeno si degnava di rispondere?”

“Perché? Perché?”

E soprattutto ci immaginiamo i nostri politici, dopo i balbettii di Italferr, alzarsi e con tono deciso e pieno di orgoglio affermare: “Esistevano progetti non distruttivi, con poche gallerie e viadotti, dal costo inferiore a quanto stanziato dal CIPE, che ci avrebbero assicurato una ferrovia veloce da costruire e veloce da utilizzare, con possibilità di raddoppio dei binari, con caratteristiche tali quindi di permetterci di arrivare con certezza a realizzare l’intera tratta in due o tre anni, passando per stazioni turistiche intermedie, nel rispetto del territorio e della sua vocazione turistica. Quindi, mia cara Italferr, il tuo progetto non ha alcuna ragione per essere approvato. Si proceda con l’opera secondo un altro progetto e con le caratteristiche appena enunciate”.

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano “le palle” e ne raccontassero di meno, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine,  a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Sappiate che dovrete passare sopra di noi. Vi aspettiamo.

Il Comitato Nuovo Tracciato
www.ferroviarietipassocorese.it

COMUNICATO STAMPA A SEGUITO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 21 FEBBRAIO

Quanto emerso oggi dalla Conferenza dei Servizi conferma quanto da noi sollevato, ovvero che il progetto definitivo della Italferr passa sulla testa dei cittadini sfregiandone il territorio, distruggendo aree archeologiche, spaccando luoghi di culto e mettendo a repentaglio le attività imprenditoriali e agricole.

Però, nonostante si sia convenuto che il tracciato – come da noi continuamente ribadito – sia totalmente sbagliato, sciatto, devastante e controproducente per un corretto sviluppo della provincia di Rieti, lo stesso è stato comunque approvato, cercando così di rimandare a chissà quando la soluzione al problema.

Per questo motivo i cittadini sono sempre più preoccupati e sono costretti a continuare e ad intensificare la lotta, vigilando affinché la ferrovia Rieti-Roma si faccia nel rispetto della popolazione e della vocazione turistico-ambientale della nostra provincia.

Il Comitato Nuovo Tracciato
www.ferroviarietipassocorese.it

Corriere di Rieti del 20 febbraio

Il primo progetto di ferrovia Rieti-Roma risale al 1846, ma fu con la modernizzazione autoritaria del Duce, che sembrava fatta.
Era il 1931, stavano per partire i lavori, quando il “povero” Mussolini dovette arrendersi ai reatini che si rifiutavano di “essere chiusi in un cerchio di ferro”.
Ora, dicono che l’opera si farà, grazie ad una legge “speciale” che semplifica le procedure e dà licenza di ignorare ogni tutela e cautela, economica, ambientale e quant’altro: la legge Obiettivo.
Nata nel 2001 per l’avvio di “infrastrutture strategiche”, la legge, secondo molti esperti, ha il difetto di rispondere più a ragioni “politiche” che strategiche.
Poco importa se le infrastrutture siano davvero necessarie all’interesse nazionale, o quanto costeranno, conta che portino voti a chi riesce ad infilarle nel programma, “prenotarle”, “prometterle”: “attivarle”, “cantierizzarle”. Quanto dureranno, dove si troveranno i soldi per completarle e cosa ne pensano i cittadini è questione irrilevante.
Non lo pensano quanti si sono riuniti in un Comitato, non convinti da un progetto varato nelle condizioni sopra esposte.
Per cominciare va detto che tutti, ma proprio tutti, ambientalisti compresi, vogliono la ferrovia Rieti-Passo Corese.
Ma tutti, proprio tutti, sottoscritta compresa, vorrebbero non essere espropriati dal diritto di conoscere le ragioni per cui è stato scelto un progetto che prevede un tracciato che raddoppia i costi stanziati dal Cipe, l’organismo che assegna i finanziamenti; che devasta il territorio con gallerie che prosciugano le falde acquifere e danneggiano l’ecosistema e con cavalcavia che distruggono un paesaggio di storica bellezza per rara fertilità.
Soprattutto, vorrebbero conoscere come mai il Cipe ha finanziato la ferrovia Rieti-Passo Corese, mentre l’italferr annuncia la realizzazione della tratta Passo Corese-Osteria nuova..
Cicolani e Rositani sono consapevoli dei danni che stanno procurando? Se il problema è l’esosità del progetto scelto, perché non sono intervenuti per trovarne uno alternativo, di reale fattibilità?
C’era. Era quello realizzato dall’Università Roma tre, su richiesta dell’assessore regionale Aracri, An, al professor Gabriele Bariletti.
Lo studio riprendeva il progetto del Fascismo, a detta di molti ancora valido per qualità, il tutto gratis e con una previsione di spesa al disotto di quanto assegnato dal Cipe.
Ad Aracri piaceva, ma venne sostituito da Storace con Gargano, sempre An, che non gli riservò nessuna attenzione (Bariletti) e gli preferì quello della società Italferr.
(Rositani lo ha definito “progetto da studentelli”, dando indirettamente dello sprovveduto al Duce, visto che “gli studentelli” hanno riproposto, solo attualizzandolo, quanto era stato approvato da Mussolini e riconoscendo all’Università un ruolo da istituto per geometri) .
E’ legittimo che i contribuenti si chiedano quali siano stati i criteri di scelta. Che vogliano fermare qualcosa che è passato sulla loro testa e che non ritengano rappresenti, nelle condizioni date, una priorità utile alla collettività.
Che pretendano una spiegazione sull’inversione dell’ordine delle presunte necessità dell’infrastruttura, da Rieti-Roma a Roma- Osteria Nuova.
Quanto guadagneranno pendolari e studenti reatini, in stress ed in tempo, con un servizio Cotral-ferrovia? Raddoppieranno solo disagi e disservizi. E a cosa servirà davvero un trenino lento e antiquato in era di alta velocità?
Ha ragione chi suggerisce di prendere più tempo e di avviare, intanto, il recupero della ferrovia Rieti-Terni e l’allargamento della Salaria.
Sarebbe opportuno, soprattutto, che finalmente si operasse in presenza di un piano di sviluppo complessivo e con meno estemporanei opportunismi
Per saperne di più basta ascoltare, oggi, alle 15.30, Mep radio. Parlerà un rappresentante del Comitato.

Rosella Vivio

La voce del Comitato su MEP Radio Organizzazione

Oggi per la prima volta sarà possibile ascoltare direttamente la voce del Comitato, fino a questo momento escluso sistematicamente da TV e Radio locali, nonostante siano stati realizzati numerosi servizi e programmi sulla ferrovia. A darci ospitalità è MEP Radio Organizzazione, che ringraziamo per la disponibilità ed anche per la sensibilità dimostrata sinora nel riportare fedelmente ogni nostro comunicato.

Appuntamento quindi alle 15.40 di oggi 20 febbraio sulle frequenze di MEP Radio Organizzazione. Sempre oggi il Comitato si riunisce, come ogni lunedì e mercoledì, alle 17.30 alla sala 3M di largo Giulio Cesare a Passo Corese.

Tutti a firmare il ricorso al TAR

Domani sabato 18 febbraio alle ore 17.30, a Passo Corese, presso la sala 3M di largo Giulio Cesare, verranno raccolte le adesioni per il ricorso colletivo al TAR contro la costruzione della ferrovia secondo l’attuale tracciato, dagli effetti catastrofici per il territorio di Fara in Sabina e per il futuro di Rieti e provincia.

Facciamo appello a tutti i cittadini, e a tutti coloro che hanno a cuore i destini della Sabina, di partecipare numerosi, spargendo la voce e sollecitando tutta la cittadinanza ad unirsi a noi. È il momento cruciale, non mancare!

COMUNICATO STAMPA: PROPOSTA DEL COMITATO NUOVO TRACCIATO

Il Comitato Nuovo Tracciato, avendo a cuore lo sviluppo del territorio della provincia di Rieti, rivolge a tutti i cittadini, a tutte le associazioni, enti e amministrazioni della Provincia la seguente proposta per risolvere immediatamente gli annosi problemi ferroviari.

Il Comitato Nuovo Tracciato, premesso che:

ribadisce con forza e determinazione che venga bloccato il tracciato attualmente previsto Passo Corese-Osteria Nuova in quanto:

è devastante per il territorio di Fara in Sabina, che viene spaccato a metà sfregiando aziende agricole familiari, floridi uliveti, terreni coltivati, aree archeologiche, luoghi di culto, passando a pochi metri da innumerevoli costruzioni ed abitazioni, per alcune delle quali è previsto addirittura l’abbattimento;

è pericolosissimo per il futuro di Rieti, dal momento che, non essendo previsto – neanche come progetto definitivo – il tratto Osteria Nuova-Rieti, è molto probabile che il capoluogo non sia mai raggiunto dall’opera;

è eccessivamente costoso rispetto alla sua lunghezza e alla sua consistenza (binario unico, treni metropolitani eccessivamente lenti, impossibilità di arrivare a Roma Termini);

richiede tempi di realizzazione troppo lunghi (decenni), dal momento che la gran parte del tracciato è su cavalcavia e gallerie, con il rischio serio – anche dovuto al fatto che non ci sono garanzie sulla disponibilità finanziaria – che l’opera rimanga incompleta;

propone quindi:

l’istituzione immediata del servizio L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma Tiburtina-Roma Termini sfruttando l’infrastruttura esistente, che è in grado di portare subito i reatini nel cuore di Roma in un’ora e venti minuti circa, oltre a migliorare anche i collegamenti strategici con Perugia, Firenze, Bologna, Milano, Ancona, Viterbo, L’Aquila;

la stipula di un accordo tra Lazio e Umbria, già in essere in altre regioni italiani, per permettere l’accesso alle tariffe interregionali, uniformando così il prezzo del viaggio in treno per Roma con quello del viaggio in autobus;

l’istituzione di alcune corse no stop Fara in Sabina – Roma Tiburtina con tempo di percorrenza di 20 minuti;

l’istituzione di una navetta Osteria Nuova – Stazione Fara in Sabina, che gioverebbe tra l’altro del prolungamento dell’A4dir fino a Borgo Santa Maria con rampe di discesa verso la stazione di Fara, opera già prevista e in via di realizzazione;

– che venga data priorità sui futuri investimenti al tratto ferroviario Antrodoco-Amatrice-Porto d’Ascoli, fondamentale per il completamento della Tirreno-Adriatica e per la riarmonizzazione di tutta la provincia di Rieti, che vede sempre troppo escluse le aree della Valle del Velino e l’Alta Valle del Tronto;

e dichiara

di essere disponibile a discutere la progettazione di un nuovo tracciato Rieti-Roma, a patto che:

alla definizione del tracciato partecipino le amministrazioni coinvolte dal passaggio della ferrovia, insieme a rappresentanti dei cittadini e dei consumatori;

sia decisamente più conveniente nei tempi di percorrenza verso la capitale rispetto al servizio diretto L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma;

sia un’opera realizzabile in due o tre anni, con conseguente basso costo e basso impatto ambientale;

abbia caratteristiche tali da incidere sullo sviluppo turistico della provincia di Rieti attraverso l’individuazione di stazioni intermedie strategiche;

non determini il depotenziamento della tratta L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma, che andrebbe anzi nel tempo valorizzata e potenziata, dal momento che rappresenta la base strategica per uscire dall’isolamento

Pensiamo che la presente proposta dia una immediata ed efficace risposta all’isolamento di Rieti e provincia e al suo possibile sviluppo sulle grandi direttrici, conservando le caratteristiche ambientali, storiche e paesaggistiche alla base della vocazione turistica che tutti le riconoscono.

Con la sola volontà politica – e senza alcun investimento infrastrutturale – questa soluzione può essere attuata in pochi mesi da oggi (ad esempio potrebbe essere operativa per giugno 2006, dando impulso al turismo estivo), non distrugge nulla e rivaluta il patrimonio attuale, oltre ad essere conveniente nei tempi necessari per raggiungere il centro di Roma.

DIAMO AI CITTADINI UN TRENO CERTO ED EFFICIENTE SUBITO, PIUTTOSTO CHE UNA FERROVIA INEFFICIENTE ED INCERTA CHISSÀ QUANDO!

Fara in Sabina, 16 febbraio 2006

Il Comitato Nuovo Tracciato
www.ferroviarietipassocorese.it

Una Ferrovia per Campagna elettorale

Venerdì sera il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato via fax ai vari enti (pubblici) coinvolti la data della nuova Conferenza dei Servizi così come annunciato il 9 febbraio. Facciamo notare che l’invio ad un ente pubblico di un fax tra le 18.00 e le 20.00 di venerdì ha la stessa valenza pratica di un invio fatto il lunedì successivo, cioè oggi 13 febbraio, giorno in cui scriviamo. Udite udite… la data della prossima Conferenza dei Servizi è fissata per il 21 febbraio! Anche i bimbi più sprovveduti sanno leggere questa vera e propria provocazione, cioè che è impossibile in 6 giorni lavorativi anche solo valutare un singolo problema emerso, per cui tale fax va letto “vi passeremo sopra con la nostra arroganza, alla faccia dei cittadini e dell’interesse pubblico, facciamo presto che ci sono le elezioni, non perdiamo tempo in chiacchiere e appaltiamo prima del 9 aprile! altrimenti quei polli di allevamento che vanno alle urne non ci votano più e rischiamo di rimanere col culo per terra”.

Chiediamo al Ministro di avere il coraggio di dire come la pensa veramente su questa farsa, prossima alla tragedia, della ferrovia più ignobile che sia mai stata progettata in 150 anni nel nostro territorio (qualunque altro progetto estratto a sorte avrebbe fatto meno danni). Chiediamo che il Ministro abbia il coraggio di dire ai cittadini che il loro (nostro) punto di vista non ha alcun valore contro gli interessi delle lobby politico-affaristiche che hanno messo le mani sulla Sabina.

E chiediamo a Cicolani e a Rositani di avere il coraggio di farsi di nuovo vivi tra gli abitanti di Fara in Sabina, per spiegare cosa spinge un senatore e un parlamentare a promettere davanti a 200 cittadini un incontro con il ministro Lunardi e le Ferrovie, promessa non mantenuta che ci ricorda le promesse del Gatto e la Volpe, visto che siamo a Carnevale, anzi nel Carnevale della politica, cioè nella tragedia della vita. Gesto da gradassi, da smargiassi navigati, del “ghe pensi mi”? Gesto ingenuo, stupido, sprovveduto? O furba manovra di chi non mirava altro che a sedare il più possibile gli animi sperando di rimandare lo scontento a dopo il 9 aprile?

Cari Lunardi, Cicolani e Rositani c’è tempo fino al 20 per farsi vivi da queste parti per dare spiegazioni e per ascoltare cosa abbiamo da dirvi, dopo sarà purtroppo troppo tardi e i cittadini faranno volentieri a meno di chi li ha presi soltanto in giro, quella sera del 14 gennaio al “Campo dei Miracoli”. E noi non vi seguiremo fino all’Osteria e non spenderemo di certo il nostro zecchino, la nostra terra, la nostra vita. Dalle fiabe abbiamo imparato tanti anni fa, ora è il caso di raccontarci finalmente la verità. Abbiatene il coraggio.

Comunicato Stampa n.1

Il giorno 9 febbraio si è tenuta la Conferenza dei Servizi in merito alla costruzione della tratta ferroviaria Passo Corese – Osteria Nuova.

Da quello che è trapelato dai giornali sembrerebbe che la Regione Lazio abbia espresso profonde perplessità in merito al tracciato, proponendo la sospensione del giudizio in merito per approfondire le osservazioni tecniche sollevate dai Comuni e gli enti coinvolti, rimandando ad una ulteriore sessione della Conferenza dei Servizi da tenersi entro la fine del mese.

Auspichiamo, come è noto, la revisione totale di questo tracciato in quanto completamente distruttivo per tutta l’area del territorio di Fara in Sabina e diamo atto al sindaco Tersilio Leggio di aver avuto il coraggio di esprimere l’assoluta impossibilità di correggere il percorso sollecitandone quindi una totale revisione.

Inoltre ci battiamo contro l’assoluta inutilità e pericolosità strategica di un collegamento non più con Rieti ma unicamente con Osteria Nuova, luogo che da qualche anno sta stranamente catalizzando opere, servizi, investimenti a scapito della centralità del capoluogo Rieti.

Apprezziamo la posizione assunta dalla Regione Lazio alla Conferenza dei servizi, anche se speriamo che, una volta approfondite le osservazioni tecniche, si concluda coerentemente bloccando il procedimento a favore di una riprogettazione totale dell’opera.

Comunichiamo a tutti gli interessati che il Comitato si riunirà ogni lunedì e mercoledì dalle ore 17.30 presso la sala 3M di Passo Corese in largo Giulio Cesare per visionare il piano degli espropri previsti dall’Italferr e per sottoscrivere un ricorso amministrativo collettivo contro l’attuale progetto delle Ferrovie.

Ricordiamo a tutti che siamo raggiungibili sul sito www.ferroviarietipassocorese.it e alla email contatti at ferroviarietipassocorese.it

Fara in Sabina 10-2-2006

Commissione rinviata… e allora tutti in Commissione!

La riunione della Commissione è stata rinviata a lunedì 6 febbraio presso la Sala 3M di Passo Corese alle ore 18.00. Si fa appello a tutta la cittadinanza di partecipare per premere affinché i nostri rappresentanti si schierino all’unanimità in Consiglio comunale, previsto per il giorno dopo, nel bocciare inequivocabilmente il progetto della ferrovia. Purtroppo lo scenario è ancora ambiguo e mancano pochissimi giorni alla Conferenza dei servizi prevista per il 9 febbraio.

Il Comitato ritiene che le cose fatte e dette sino ad ora da tutta la classe politica provinciale e regionale sia assolutamente insoddisfacente e allarmante, motivo per il quale si ritiene di alzare la guarda e di predisporsi alla mobilitazione. Appuntamento tutti quindi alle 18.00 di lunedì a Passo Corese. La lotta prosegue.

La Provincia rispetta i luoghi e i suoi cittadini?

Segnaliamo una news pubblicata sul sito della Provincia di Rieti sulla polemica in atto relativa al centro intermodale della Bassa Sabina. Il vice presidente del Consiglio provinciale Oreste Pastorelli fa alcune dichiarazioni che meritano di essere riportate (il grassetto è nostro):

“Nel recente confronto avuto con i cittadini durante le elezioni provinciali e regionali la provincia di Rieti e i suoi amministratori hanno parlato chiaro ed hanno raccolto l’unanime parere della cittadinanza circa la necessità di dislocare altrove, ma sempre in territorio reatino e sabino, il centro intermodale. La considerazione che è stata fatta è che spostando il centro di qualche decina di chilometri più a sud si perderanno occasioni di lavoro quali quelle ipotizzate. Tutt’altro!
La provincia di Rieti ha riservato all’area della Vallata del Tevere un diverso e migliore avvenire, che non è quello devastante rappresentato dal centro intermodale, il cui impatto è valutato in quell’ambito particolare e prezioso sotto il profilo naturalistico, del tutto intollerabile.
Lo sviluppo del nostro territorio è e sarà assicurato dal turismo, dall’agriturismo e dai processi innovativi in agricoltura e per la zootecnica.
L’attuale strumentalizzazione politica sul caso dell’intermodale vuole coprire la inadeguatezza della Legge Obiettivo che vorrebbe scavalcare le procedure e le norme democratiche e giustificare scelte incongrue. Non è questo il metodo che noi vogliamo adoperare, convinti che va rispettato il valore dei luoghi e quello che pensano i cittadini che nelle aree toccate dalle grandi infrastrutture vivono e lavorano”.

Possiamo quindi riassumere che:

1- la Provincia raccoglie e fa sue le volontà dei cittadini per spostare altrove il centro intermodale, dall’impatto devastante
2- lo sviluppo della Sabina della Valle del Tevere si deve basare sul turismo e l’agricoltura, grazie all’innovazione e alla stretta connessione tra i due settori
3- la Legge Obiettivo è antidemocratica e la Provincia di Rieti non ha intenzione di ricorrere a simili metodi di imposizione delle grandi opere
4- è necessario rispettare il valore dei luoghi e la volontà dei cittadini che ne fanno parte
5- il centro intermodale va comunque fatto in Sabina e comunque nel territorio della provincia di Rieti

Sono belle parole, ma contengono un paio di “sfumature” che ci impongono una richiesta di chiarimento. Se è vero che lo sviluppo passa per il turismo e l’agricoltura e se è vero che è necessario rispettare i luoghi e chi li abita e ci lavora, ci viene spontaneo domandarci quale sia la visione strategica di un centro intermodale. E soprattutto perché la Provincia lo voglia trasferire proprio qui a Passo Corese, come se Ferrovia, ASI e Tornarino non bastassero ad allarmare l’intera comunità dei residenti. E se c’è tutta questa attenzione nel rispetto della volontà della popolazione perché la Provincia ancora non ha dichiarato apertamente e chiaramente che in sede di Conferenza dei servizi si pronuncerà per l’annullamento dell’attuale progetto Italferr? E se si vuole veramente il dialogo perché si è deciso di spostare il centro intermodale a Passo Corese senza preventivamente ascoltare il parere della popolazione?

Cara Provincia, i cittadini sono tutti qui in attesa di incontrarti per farti conoscere il proprio pensiero. E se può risultare troppo scomodo dal capoluogo raggiungere questa “periferia”, saranno gli stessi cittadini di certo a farti visita.

FERROVIA RIETI – PASSO CORESE: LETTERA APERTA DEL COMITATO DEI CITTADINI ALLE ISTITUZIONI ASSENTI

Il Comitato, in vista della determinante scadenza del 9 febbraio rappresentata dalla Conferenza dei servizi – dove siederanno allo stesso tavolo Regione, Provincia, Comuni e Ferrovie per decidere il destino del nostro territorio – chiede alle istituzioni fino ad oggi silenziose di pronunciarsi urgentemente e inequivocabilmente, e ben prima di tale data, sul devastante progetto di Italferr relativo al collegamento ferroviario Passo Corese – Osteria Nuova.

Chiede pertanto che il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si pronunci sul progetto di tracciato e, avendone i poteri, sospenda conseguentemente l’iter dell’opera. Inoltre, in riferimento a quanto enunciato nel suo programma elettorale, incentrato sulla “cura del ferro”, e cioè che “occorre orientare al trasporto pubblico di livello regionale le tratte ferroviarie esistenti, da ammodernare e potenziare” e “avviare inoltre la realizzazione del corridoio ferroviario Tirreno-Adriatico che costituisce una infrastruttura importante sul piano regionale, nazionale ed internazionale”, i cittadini si interrogano su quale compatibilità possa mai esistere tra le parole di Marrazzo e questo sciagurato progetto dell’Italferr.

Chiede inoltre che il Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli renda finalmente noto ai cittadini la posizione che la stessa Provincia terrà sul tavolo della Conferenza dei servizi: si schiererà contro o addirittura a favore di questo tracciato? I cittadini sono preoccupati che una istituzione chiave per il futuro del proprio territorio non si sia ancora espressa apertamente e chiaramente sulla vicenda con un secco e deciso “no”.

Chiede infine coerenza al senatore Cicolani che, ricordiamo, ha promesso durante l’assemblea dei cittadini del 14 gennaio, “un incontro tra il Ministro Lunardi, le Ferrovie e il Comitato”, promessa rimasta vana.

I cittadini rimangono attenti e partecipi allo svolgersi e all’evolversi della situazione, evitando di abbassare la guardia e facendo sentire la propria voce sul sito www.ferroviarietipassocorese.it. La mobilitazione prosegue.

Il Comitato Nuovo Tracciato