Lettera aperta all’Assessore alla Mobilità della Regione Lazio Fabio Ciani da parte del Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti

Il Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti, nelle persone di Claudio Infussi per il Comitato Pendolari Rieti e Provincia 2002, Gabriele Bariletti per l’Assoutenti, Carlo del Bufalo e Armando De Santis per il Comitato Pendolari della Sabina, Paolo Campanelli e Silverio Torchio per il Comitato Nuovo Tracciato, si è incontrato per esaminare la situazione inerente le infrastrutture ed i servizi del settore trasporti nel territorio provinciale.
Dall’incontro è nata l’esigenza di intervenire nel dibattito con proposte concrete in merito allo stanziamento dei 90 milioni di euro relativo all’impianto dei cantieri della ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova.
Dopo un’attenta analisi il Coordinamento ha ritenuto che tale finanziamento, assolutamente inadeguato per qualsiasi ipotesi di ferrovia Rieti – Roma, debba comunque essere utilizzato a favore del territorio per una struttura su ferro.
Analizzato che la nuova Rieti – Passo Corese per poter essere credibilmente avviata necessita di finanziamenti ben più cospicui nonché di un progetto realmente fattibile e sostenibile (dal punto di vista sociale, economico ed ambientale), considerato che l’attuale Governo ritiene che le grandi opere si avviino solo se interamente finanziate, in attesa dell’auspicato stanziamento per la suddetta ferrovia le risorse attualmente disponibili darebbero al territorio il massimo ed immediato giovamento se utilizzate per connettere Rieti e la sua Provincia con la rete ferroviaria nazionale.
Il riferimento è al completo ripristino della ferrovia Orte – Civitavecchia, per cui i 90 milioni di euro sarebbero appunto adeguati; con l’intervento proposto Rieti verrebbe messa in collegamento con il primo porto crocieristico del Mediterraneo, con il terminale laziale della Rete Autostradale Mediterranea (con evidenti vantaggi per il turismo e le attività di sviluppo occupazionale), nonché con la rete ferroviaria internazionale per la Liguria e la Francia.
Per il miglioramento immediato dei collegamenti con la Capitale si chiede da subito il potenziamento e la velocizzazione delle corse su gomma, corse effettuate dalla Co.Tra.L.  Spa, peraltro in regime di monopolio.  Velocizzazione da realizzarsi implementando le corse autostradali e migliorando il sistema di interscambio sul nodo di Passo Corese.
Da subito è strategico, oltre che possibile addirittura a COSTO ZERO,  realizzare collegamenti ferroviari diretti tra l’Aquila, Antrodoco, Rieti, e Roma Termini utilizzando la ferrovia esistente, con tempi di percorrenza di un’ora e mezza. A tale scopo la Regione deve consentire l’utilizzo delle tariffe Metrebus sia sulle tratte stradali sia sulla tratta ferroviaria che attraversa una piccola parte del territorio umbro.
Per concludere non vanno dimenticate le problematiche relative alla Bassa Sabina servita dalla ferrovia FR1: è necessario mantenere in tutti i giorni della settimana e in tutte le ore del giorno la cadenza oraria nel prolungamento Passo Corese – Orte e inserire nuovi treni nelle ore di punta che proseguano il viaggio oltre Passo Corese. I treni veloci fuori cadenza diretti in Umbria devono inoltre fermarsi per effettuare servizio viaggiatori nelle principali località della Sabina Tiberina.
Passo Corese lì 12 luglio 2006

Il Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti

Il Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti incontra l’assessore Ciani

Il Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti, nelle persone di Claudio Infussi per il Comitato Pendolari Rieti e Provincia 2002, Gabriele Bariletti per l’Assoutenti, Carlo Del Bufalo e Armando De Santis per il Comitato Pendolari della Sabina e Paolo Campanelli per il Comitato Nuovo Tracciato, si sono incontrati per fare il punto sulla situazione relativa alle infrastrutture e ai servizi del settore trasporti nel territorio della provincia di Rieti. Dopo una lunga e attenta analisi della situazione è emersa la necessità di approfondire i seguenti temi in un prossimo incontro che il Coordinamento avrà con l’Assessore alla Mobilità della Regione Lazio Fabio Ciani:

1- quale destino per la Passo Corese – Osteria Nuova;
2- corse dirette Rieti-Terni-Orte-Roma;
3- sviluppo dei collegamenti ferroviari FR1;
4- razionalizzazione dei sistemi tariffari e modali in provincia di Rieti.

Il Coordinamento Provinciale Utenti Trasporti Rieti

Oro, ferro e utopia

Recenti dichiarazioni di uomini di responsabilità, riportate da autorevoli organi di stampa, sulla opportunità (priorità) del collegamento ferroviario Rieti-Roma, hanno riproposto questa attuale quanto annosa e controversa questione, inserendola di fatto nelle problematiche che i neoeletti ministri dovranno affrontare, nei prossimi tempi, con determinazione e trasparenza di intenti e di azioni.
Nei limiti del possibile è bene allora essere chiari, considerando essenziale una ineludibile premessa: le “grandi opere strategiche”, vanto del precedente Governo, sono sostanzialmente fallite, sia nella loro realizzazione pratica che negli sperati indotti politici, principalmente a causa del loro vizio di origine che si chiama “Legge Obiettivo”.
Con l’intento di abbreviare (o aggirare) “lenti ed inutili” iter burocratici-amministrativi, si è costruita una normativa sostanzialmente ideologica ed antidemocratica che ha raggiunto il risultato opposto ai suoi propositi: la pressoché totale paralisi di ogni attività ed iniziativa inerente le grandi opere stesse.
La verità emersa è questa: non è ipotizzabile né fattibile ignorare, esautorare ed emarginare le realtà e le volontà del territorio, le amministrazioni locali, le rappresentanze sociali, le associazioni ambientaliste, persino i comitati spontanei, dai progetti e dalle iniziative comportanti una drastica, sostanziale ed irreversibile modifica della realtà sociale ed ambientale di una determinata provincia o regione.
Ha motivi validi, quindi, chi sostiene la necessità, in operazioni intaccanti la struttura stessa della società, di adottare i metodi ed i sistemi della partecipazione condivisa.
In democrazia, per “fare”, non si sono ancora trovate strade alternative.
E veniamo alla ferrovia Rieti-Roma che invero è una metropolitana Passo Corese-Osteria Nuova, in quanto della tratta fino a Rieti, è bene ricordarlo, non vi è neanche l’ombra di un progetto concreto.
Tale piano, sciatto, frettoloso e velleitario, ha conseguito in ogni caso risultati degni di qualche attenzione; vediamoli.
1) – I costi realmente esorbitanti ed insostenibili di un’opera tutta trafori, tralicci e viadotti per un bacino di utenza men che modesto, al termine della campagna elettorale, ha indotto i sostenitori e propugnatori di ogni colore politico della ferrovia medesima, alla prudenza ed a una pausa di riflessione.
2) – La paventata irreversibile devastazione ambientale ed economica del territorio ha generato alleanze spontanee di cittadini e l’incontro di forze di impresa, del lavoro ed istituzionali sfociate poi nell’appostamento di ben quattro ricorsi al Tribunale Amministrativo del Lazio, peraltro forieri e propedeutici di ulteriori iniziative legali.
3) – Il confronto sui temi accennati tra forze politiche e civili, ha elevato il livello di interesse e conoscenza dei cittadini portandoli anche ad affrontare problematiche più vaste quali quelle riguardanti lo sviluppo sostenibile per il futuro della Sabina.
Gran parte di essi ha preso atto che sulla propria terra si sono concentrati interessi grandiosi ma a volte non del tutto dichiarati o dichiarabili.
Mentre le fabbriche e le aziende di tutta Italia e del Lazio sono in gravi difficoltà – vedi Alcatel e C. – si pensa di aprirne di nuove in Sabina; ma chi le aprirà? E per produrre cosa? Per quali consumatori?
Sono da approntare centri logistici e di immagazzinaggio merci con le relative aree di scambio gomma-ferro; ma per quali merci, destinate a chi?
Lo scalo merci San Lorenzo di Roma lo si vorrebbe trasferire in Sabina per liberare e destinare, evidentemente, una delle più grandi aree centrali della capitale alla “valorizzazione edilizia”, esportando viceversa degrado ed inquinamento; ma in cambio di cosa?
L’aeroporto commerciale (si, un aeroporto commerciale) è già disegnato nelle mappe megalomani degli alchimisti del futuro sabino, per non parlare dei “benefici” del non dimenticato inceneritore/termovalorizzatore.
Tutto questo, naturalmente, nel triangolo Passo Corese – Fiano Romano –
Montelibretti: un vero triangolo d’oro.
Gli speculatori dimostrano che sui sogni degli ingenui e alle spalle degli indifferenti ci si può arricchire, anche se il rischio è dare ulteriore lavoro alla magistratura.
Nel contempo, e questo è positivo, si sono udite, come il bisbiglio del saggio nel vociare caotico del mercato, alcune ragionevoli, semplici ed economiche proposte finalizzate al rilancio dell’economia, del lavoro e della cultura:
– il ripristino immediato della esistente ferrovia Rieti-Roma Termini ed il conseguente collegamento con l’Adriatico, facendo del capoluogo sabino un centro importante non esclusivamente di scambio merci ma anche di comunicazione umana e culturale;
– dotare Rieti di corsi di laurea completi, specificatamente individuati, in una Università libera ed autonoma;
– il miglioramento e la manutenzione della esistente rete viaria,
– il rilancio del destino agricolo-turistico del territorio favorendo aggregazioni di produttori/operatori;
– la ricollocazione dei luoghi di culto e pellegrinaggio nel quadro di una moderna disponibilità all’ospitalità diffusa;
– la conservazione dei beni naturali, paesaggistici, archeologici intesi come patrimonio inalienabile da gestire e tramandare intatto e migliorato ai posteri;
– la promozione culturale e commerciale di un intero territorio vivo ed attivo, nel quale non mancano espressioni valide di iniziative e di lavoro, come le risorse economiche e di ingegno.
Tali vitali espressioni andrebbero individuate e opportunamente stimolate, ma per questo occorre una politica sobria e lungimirante nonché uomini all’altezza della qualità della sfida, che non restino avidamente sedotti dall’entità e dalla mole degli impegni economici ma coinvolti invece dalla qualità delle idee e dall’onere morale della loro realizzazione.

COMUNICATO STAMPA: BEN QUATTRO I RICORSI AL TAR CONTRO LO SCEMPIO DELLA FERROVIA PASSO CORESE – OSTERIA NUOVA

Il Comitato Nuovo Tracciato comunica che oggi sono stati depositati i ricorsi al TAR contro l’attuale tracciato della tratta ferroviaria Passo Corese – Osteria Nuova.

Il progetto dei 14,350 km di strada ferrata che si dipanano sul territorio di Fara in Sabina sono uno dei più grandi sfregi che il nostro territorio abbia partorito nella sua plurimillenaria storia, ed è destinato, oltre che a danneggiare gravemente ed irrimediabilmente il paesaggio, le imprese e i suoi cittadini, a cambiare definitivamente i connotati della Sabina che inizierà a retrocedere a periferia degradata di Roma.

A nulla valse la sonora bocciatura a tutto tondo del tracciato da parte della Giunta Comunale di Fara in Sabina che il 23-6-2003, con la delibera n. 108, espresse “parere negativo sul progetto preliminare” della Italferr, denunciando una “devastazione del paesaggio agrario della parte pedemontana delle colline comunali”, che lo stesso “svilirebbe un territorio ancora per la gran parte preservato dalla speculazione edilizia e dal degrado ambientale, patrimonio dell’intera collettività” e auspicando “che il progetto medesimo venga sostanzialmente modificato nel rispetto dell’ambiente e delle risorse territoriali”.

Come a nulla valse anche la lettera che il sindaco Tersilio Leggio scrisse il 10-5-2004 direttamente all’amministratore delegato di Italferr Riccardo Bonasso all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPE n. 124 del 19-12-2003. Da Italferr né la Giunta, né il sindaco Leggio, né i cittadini hanno mai avuto una sola risposta, né alcun cenno che avesse potuto anche solo timidamente manifestare una volontà al dialogo, al tentativo di trovare una soluzione ai gravissimi problemi sollevati. Da Italferr, chiusa nella botte di ferro della Legge Obiettivo, quindi soltanto un atteggiamento insensibile, sprezzante e irriguardoso nei confronti di un’intera municipalità.

Ma tutta la vicenda è una vera e propria costellazione di irregolarità, omissioni, strane pressioni, assenza di trasparenza, coincidenze elettorali, ambiguità, incompatibilità e stranezze talmente manifeste da prefigurare diversi reati amministrativi e probabilmente anche penali.

Il tutto confermato dall’ancora “inesistenza” della delibera del CIPE del 29-3-2006 (di tale delibera esiste il solo annuncio e l’esito, cioè l’elenco delle opere con le somme stanziate) e dall’assoluta riluttanza da parte delle istituzioni a produrre i verbali delle Conferenze dei Servizi e gli altri incartamenti richiesti dagli avvocati.

Irregolarità quindi talmente macroscopiche e grossolane che hanno permesso allo studio legale che ha curato gli interessi degli espropriandi di produrre un ricorso di circa trenta dettagliatissime pagine, nonostante la carenza di documentazione denunciata.

Oltre al ricorso degli espropriandi sono stati presentati anche altri tre ricorsi: quello da parte dei cittadini non espropriandi, quello da parte del Comune di Fara in Sabina e quello da parte dell’ASI.

Il Comitato Nuovo Tracciato continuerà a informare i cittadini di ogni sviluppo della vicenda e continuerà a vigilare affinché non si verifichino più aggressioni simili al territorio della Sabina, che merita un destino ben diverso da quello che le lobby del malaffare sembrano aver disegnato.

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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COMUNICATO STAMPA: NIENTE FERROVIA MA VIA LIBERA ALLO SCEMPIO

Oggi, con lo stanziamento da parte del CIPE di 90 milioni di euro, si chiude nel peggiore dei modi la vicenda del finanziamento dell’opera ferroviaria Rieti-Roma.

Prima lo scippo a scapito del capoluogo, che è stato escluso dal progetto definitivo a favore del solo tratto Passo Corese-Osteria Nuova, il cui costo da solo fagocita tutto il budget previsto (350 milioni di euro circa).

Poi il ridicolo stanziamento, perfettamente a tempo con la scadenza elettorale, di 90 milioni di euro: utili a dare il via agli scempi, ma inutili per costruire alcunché.

I fatti dimostrano inequivocabilmente che il cinismo e l’affarismo spregiudicato della politica ha avuto il sopravvento sugli interessi dei cittadini e della collettività.

Il Comitato Nuovo Tracciato intensificherà la lotta contro questa follia distruttiva e contro questo spregevole modo di impiegare i soldi pubblici, ricorrendo in tutte le sedi preposte e mobilitando la pubblica opinione al fine di fare giustizia e fermare quanto prima questo ignobile scempio.

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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A TUTTI I REATINI DA PARTE DEL COMITATO NUOVO TRACCIATO: LA FERROVIA DELL’INGANNO E DEI GIOCHI SPORCHI

Cari Reatini,

come sicuramente saprete il territorio della nostra provincia è interessato dall’attraversamento di una ferrovia. Sì, proprio quella ferrovia di cui se ne parla da 150 anni e che da 150 anni politicanti di ogni risma hanno promesso per poi miseramente fallire, mostrando quindi grandi capacità nell’accaparrare voti e scarsissime nell’amministrare con saggezza e quindi dotare, ad esempio, il nostro territorio di qualcosa che sia utile. La storia si ripete. La storia degli scempi. Come gli scempi delle splendide mura di Rieti nel passato, scempi talmente criminali da essere penetrati nella memoria anche dei più giovani: sforacchiate, abbattute per far spazio alle speculazioni (e anche lì si usò a pretesto, guarda caso, una ferrovia), e poi le torri di porta Cintia, la distruzione di piazza Oberdan, che ben si sposa con lo scempio degli attuali imbocchi del parcheggio sotterraneo a ridosso delle mura, sfregio alla bellezza, sfregio alla già difficile viabilità, sfregio all’intelligenza.

Ma torniamo alla ferrovia. Vi ricordate? In campagna elettorale fu annunciata la mitica Ferrovia dei Due Mari… nome roboante, dagli echi futuristi, un’Opera con la O maiuscola. Rieti, finalmente, dopo duemila anni sarebbe dovuta tornare al centro degli scambi commerciali tra un mare e l’altro, e avrebbe trainato lo sviluppo dell’intera provincia. E finalmente sarebbe risorta Amatrice, Antrodoco… Insomma tutti noi abbiamo immaginato un gioiello di ferrovia, ipertecnologica, in grado di far viaggiare merci in sicurezza e velocità e in grado finalmente di risolvere gli annosi problemi dei pendolari, portandoli in un’ora scarsa nel cuore di Roma… e poi piccole stazioni intermedie per corse turistiche che avrebbero rivitalizzato luoghi tanto straordinari quanto depressi. Insomma la provincia di Rieti avrebbe vissuto uno straordinario “miracolo” economico, anzi una vera e propria “età dell’oro”.

Ma vediamo come sono andate le cose. Nel 2001 l’Opera viene inserita tra le Grandi Opere di interesse strategico nazionale, cioè nelle Opere della cosiddetta Legge Obiettivo. E qui, subito, la prima magagna: aspettavamo di leggere Ferrovia dei Due Mari e invece leggiamo Rieti-Roma, un misero pezzetto, abbiamo il dubbio che a Porto d’Ascoli non ci arriveremo mai, ma pensiamo che intanto è meglio di niente, che perlomeno qualcosa si muove nella giusta direzione, tanto che il CIPE stanzia circa 350 milioni di euro, cifra più che congrua per realizzare la ferrovia. Pensiamo pure che sarà velocissimo realizzarla, dal momento che la Terni-L’Aquila fu realizzata nel 1881 in due anni e mezzo e che ora le tecnologie di costruzione sono enormemente più efficienti… ci si impiegherà un anno scarso, pensiamo…

Parte la progettazione: un primo progetto preliminare, quello dell’Università Roma Tre, che costava 300 milioni di euro e che teneva conto dei piani regolatori dei vari comuni interessati dal tracciato, oltre a rispettare l’ambiente evitando il più possibile gallerie e viadotti, viene fatto fuori insieme all’assessore in Regione che lo aveva commissionato (Roma Tre lo fece “aggratis”, ndr). Il nuovo assessore incarica invece Italferr, società di RFI, che, pagata una barca di soldi (i nostri soldi, ndr) tira fuori nel 2003 un progetto preliminare della Rieti-Roma faraonico: tutto viadotti e gallerie e quindi dal costo improponibile di circa 800 milioni di euro e dai tempi di realizzazione inestimabili (diciamo almeno una ventina di anni se ci fossero tutti i soldi e se tutto dovesse procedere senza intoppi), e che sventra irrimediabilmente tutto il territorio. Ovviamente (sic!) tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni (Regione, Provincia e i vari Comuni) esprimono parere positivo, ad eccezione del Comune di Fara che lo boccia definendolo devastante, invitando Italferr a ripensare il percorso.

Italferr tiene conto del parere di tutti tranne di quello del Comune di Fara e produce a novembre 2005 il progetto definitivo dell’Opera. Ma qui sta il bello. In fase esecutiva il progetto ha riservato tutti i soldi previsti dal CIPE per la Rieti-Roma (49 km), cioè i circa 350 milioni di euro a disposizione, per il solo tratto Passo Corese-Osteria Nuova (22 km). I 22 km più costosi del mondo! La società di progettazione Italferr non ha nemmeno più previsto il tratto ulteriore Osteria Nuova-Rieti, che è letteralmente sparito dal progetto definitivo (che per molti sarebbe addirittura impossibile da realizzare dal momento che nel preliminare era previsto lo sfondamento in galleria delle Capore, sorgente di ampissima portata che alimenta Roma), lasciando così il capoluogo definitivamente senza ferrovia, e decidendo che la costruzione inizi da Passo Corese e prosegua in direzione Osteria Nuova… Mhmm… ma non dovevamo fare la Ferrovia dei Due Mari? Non dovevamo collegare Rieti dappertutto e far rinascere l’intera provincia? E non ci eravamo poi comunque accontentati della Rieti-Roma? Da notare l’ordine dei due luoghi: significa da Rieti a Roma, perché è Rieti che ha bisogno della prima pietra, è Rieti che deve uscire dall’isolamento, non Roma… Già il fatto che la prima pietra non si mette a Rieti spiega tutto…

Alcuni dettagli dell’Opera: un solo binario, senza stazioni intermedie, niente traffico merci, estensione della FM1 e il tempo di percorrenza record di 22 minuti da Osteria Nuova a Passo Corese, giusto in tempo per stare in un’ora (!) a Roma Tiburtina. Quindi cari pendolari Reatini, se parcheggiaste l’auto ad Osteria Nuova invece che a Passo Corese, allunghereste di ben 10 minuti il vostro attuale viaggio, interessante vero?. E se mai tra svariati decenni la ferrovia dovesse arrivare a Rieti sappiate che sarà praticamente impossibile impiegarci meno di un’ora e mezzo per arrivare a Roma: una vera TAV! La TAV dei Due Mari!

In questi due mesi Regione, Provincia e Comuni hanno riconosciuto che l’Opera, anzi l’Operetta, sarebbe da ripensare e che per Fara in Sabina il progetto è effettivamente devastante, ma hanno deciso di esprimere comunque parere favorevole al progetto definitivo, lasciando solo il nostro sindaco Tersilio Leggio ad opporsi e ad annunciare un ricorso del Comune al TAR. Pare che abbiano giustificato il non opporsi con il fatto che comunque l’Operetta è importante e che comunque tutti quei soldi è bene non perderli… Una classe politica senza classe, e oramai senza neanche più politica. La storia si ripete. Ancora una volta.

Quindi il progetto definitivo è stato approvato e sta per essere deliberato l’impegno di spesa, probabilmente con il CIPE del 24 marzo, si parla di uno stanziamento di 110 milioni circa, buoni per distruggere quello che ancora resta da distruggere, pagare qualche consulenza o provvigione e realizzare la prima Grande Opera Incompiuta della Sabina. Complimenti ai suonatori!

Ed ora veniamo a noi, al territorio di Fara in Sabina, che ospita oltre 14 km dei 22 da realizzare. Qui oltre 200 proprietari, a loro insaputa, hanno già subito vincoli sulle loro proprietà a causa di un piano degli espropri decisamente corposo, dovuto al fatto che il tracciato spezza in due l’area comunale, squarciando la zona più importante nella produzione dell’olio DOP della Sabina. La ferrovia attraversa, oltre agli uliveti, anche territori abitati sfiorando di pochi metri le case: dai 5 ai 20 metri dai binari per capirci (quelle centrate vengono invece espropriate per essere abbattute). Poi passa tra attività agrituristiche e imprenditoriali, luoghi di culto, siti archeologici e splendidi paesaggi millenari.

Le aziende a cui verranno appaltati i lavori opereranno poi ulteriori espropri, che al momento non siamo neanche in grado di prevedere. Gli espropri già previsti rendono comunque già l’idea di quello che sta per accadere, basti solo pensare al fatto che 5.000 ulivi tra secolari e di nuovo impianto verranno inesorabilmente tagliati (nell’antica Grecia era prevista la pena di morte per chi avesse tagliato anche un solo ulivo…, ndr).

Dei 14 km di ferrovia sul territorio di Fara in Sabina soltanto il 30% verrà costruito su rilevato o trincea. Verranno scavate oltre 5 km di gallerie e realizzati circa 4 km di viadotti. Ci saranno anche gallerie artificiali, in sostanza nuove colline destinate a modificare il paesaggio e il microclima, per oltre 1 km. I viadotti saranno ben 13, di cui 3 giganteschi, lunghi tra i 500 e i 700 metri di lunghezza, con altezze tra i 30 e i 40 metri, visibili da decine di chilometri. Altri 8 saranno lunghi tra i 100 e i 300 metri, di pari altezze e disseminati per tutto il percorso, alternati alle gallerie. I piloni dei viadotti avranno una sezione di oltre 5 metri e saranno in totale 156. Ciascun pilone appoggerà su una base di cemento sotterranea di circa 10 metri di lato e 4 di altezza e con fondamenta tra i 40 e i 50 metri.

È certo che le 156 perforazioni per le fondamenta dei piloni e i 5 km di gallerie scavate devieranno una gran parte delle falde acquifere, creando un dissesto idrogeologico senza eguali nella storia del territorio della provincia di Rieti, riducendo in secca pozzi, ruscelli e sorgenti un po’ in tutto il territorio del Comune di Fara in Sabina. Il tutto senza calcolare i riflessi sanitari e viari legati all’apertura dei tantissimi cantieri previsti e all’attività delle cave e delle discariche – di cui una ubicata sciaguratamente proprio sotto l’Abbazia di Farfa – con emissioni di polveri sottili e agenti inquinanti per oltre un decennio, oltre a un traffico incessante di mezzi pesanti su vie normalmente utilizzate per il traffico comunale e turistico.

E ci sarebbero tantissime altre cose da spiegarvi su questo nefasto progetto che distrugge completamente il nostro habitat così come lo conosciamo, compromettendo definitivamente ogni possibile sviluppo in ambito turistico, e che mette seriamente a repentaglio le attività imprenditoriali ed agricole un po’ ovunque, da Ponticchio-Grottaglie a Baccelli, da Coltodino a Prime Case, da Montegrottone a Canneto ecc.

Noi siamo un gruppo di cittadini che fino all’altro giorno neanche si conoscevano, di ogni estrazione, dalle storie e dalle idee diverse, ma che si sono ritrovati insieme, e che si sono costituiti in Comitato, per intraprendere e cercare di vincere una battaglia che ci deve trovare tutti uniti per difendere la nostra terra, i nostri investimenti e il nostro futuro, contro un’opera che risulta essere puramente distruttiva. Al già gravissimo danno si aggiunge la beffa: l’opera non prevede, né consentirà in futuro, la realizzazione di stazioni intermedie, né sul nostro territorio, né altrove. Un’opera quindi di circa 350 milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, che, per come è stata progettata, risulta essere di nessuna utilità pubblica. Richiediamo quindi che venga rifatto da capo il progetto di questa ferrovia, negli interessi non solo dei residenti di Fara in Sabina, ma di tutti i cittadini Rieti e della provincia, oltre che di tutti i contribuenti.

Questi sono solo alcuni dettagli di un’opera sciagurata, che è destinata – ci preme ribadirlo e sottolinearlo – a non raggiungere il capoluogo Rieti, e che non è quindi affatto di pubblica utilità, mentre pare rispondere evidentemente a interessi privati legati alle lobby politico-affaristiche del cemento, delle perforazioni e delle speculazioni edilizie.

Cari Reatini, la provincia di Rieti è pronta a dar vita all’ennesimo scempio che ucciderà per sempre ogni ambizione di sviluppo della nostra terra. Evidentemente “paga” molto di più far avanzare il degrado della periferia romana nel nostro territorio piuttosto che spendere bene i nostri soldi in qualcosa di utile e che funzioni, e migliorando innanzi tutto quello che abbiamo. Che fine ha fatto il raddoppio della Salaria? E perché, intanto, non ripristinare da subito la Freccia del Gran Sasso, cioè il diretto Rieti-Terni-Orte-Roma Tiburtina-Roma Termini in grado di portare i Reatini, senza alcun lavoro infrastrutturale e a costi risibili, nel cuore di Roma in un’ora e mezza?

Chiediamo quindi a tutti i cittadini di ribellarsi a questo ennesimo scempio, all’ennesimo inganno che puzza molto di bruciato. Noi siamo già diverse centinaia ad aver firmato un ricorso al TAR che stiamo portando avanti autonomamente, con la fragorosa assenza a fianco a noi delle istituzioni e di tutte quelle realtà in qualche modo legate ai partiti, con la sola meritoria eccezione del sindaco Leggio, che continua ad opporsi a questa follia. Per unirsi a noi serve veramente poco, è sufficiente amare la nostra terra ed essere disposti a difenderla da quello che pare essere un attacco dissennato e distruttivo all’ultimo ambiente ancora incontaminato alle porte di Roma. Lo si fa con una firma, affinché la storia per una volta non si ripeta. Noi siamo qui, con voi.

Fara in Sabina 17 marzo 2006

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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DOMENICA SI FIRMA PER IL RICORSO E SI RACCOLGONO I FONDI

Domenica 12 marzo, alle ore 10.30, presso la Sala 3M di Passo Corese, continua la raccolta delle adesioni al ricorso al TAR promosso dal Comitato Nuovo Tracciato contro l’attuale tracciato della ferrovia Passo Corese – Osteria Nuova. Con l’occasione si darà inizio alla raccolta dei fondi necessari per coprire i costi del ricorso. Si invitano tutti i cittadini a partecipare e contribuire.

COMUNICATO STAMPA: IL COMITATO NUOVO TRACCIATO INCONTRA GLI AGRITURISMI E I PRODUTTORI DI OLIO DI FARA IN SABINA

Mercoledì 8 marzo alle 17.30 a Passo Corese, alla Sala 3M di largo Giulio Cesare, il Comitato Nuovo Tracciato incontra gli Agriturismi e i Produttori di Olio di Fara in Sabina.

Il Comitato ritiene che gli Agriturismi e i Produttori di Olio presenti nel territorio di Fara in Sabina debbano essere informati su ogni aspetto relativo alla costruzione della ferrovia Passo Corese-Osteria Nuova, affinché possano rendersi esattamente conto di cosa sta per succedere e potersi dotare di conseguenza degli strumenti più idonei per decidere se e come impegnarsi per impedire un disastro che avrà conseguenze sicuramente letali per le loro attività.

Sul territorio di Fara verranno costruiti circa 14 km di ferrovia di cui soltanto il 30% su rilevato o trincea. Verranno scavate oltre 5 km di gallerie e realizzati circa 4 km di viadotti. Ci saranno anche gallerie artificiali, in sostanza nuove colline destinate a modificare il paesaggio e il microclima, per oltre 1 km.

I viadotti saranno ben 13, di cui 3 giganteschi, lunghi tra i 500 e i 700 metri di lunghezza, con altezze tra i 30 e i 40 metri, visibili da decine di chilometri. Altri 8 saranno lunghi tra i 100 e i 300 metri, di pari altezze e disseminati per tutto il percorso, alternati alle gallerie.

I piloni dei viadotti avranno una sezione di oltre 5 metri e saranno in totale 156. Ciascun pilone appoggerà su una base di cemento sotterranea di circa 10 metri di lato e 4 di altezza e con fondamenta tra i 40 e i 50 metri.

È certo che le 156 perforazioni per le fondamenta dei piloni e i 5 km di gallerie scavate devieranno una gran parte delle falde acquifere, creando un dissesto idrogeologico senza eguali nella storia del territorio della provincia di Rieti, riducendo in secca pozzi, ruscelli e sorgenti in tutto il territorio del Comune di Fara in Sabina.

Il tutto senza calcolare i riflessi sanitari e viari legati all’apertura dei tantissimi cantieri previsti e all’attività delle cave e delle discariche – di cui una ubicata proprio sotto l’Abbazia di Farfa – con emissioni di polveri sottili e agenti inquinanti per oltre un decennio, oltre a un traffico incessante di mezzi pesanti su vie normalmente utilizzate per il traffico comunale e turistico.

Questi sono solo alcuni dati di un’opera sciagurata, che è destinata – ci preme sottolinearlo – a non raggiungere il capoluogo Rieti, e che non è quindi affatto di pubblica utilità, rispondendo evidentemente a interessi privati legati alle lobby politico-affaristiche del cemento, delle perforazioni e delle speculazioni edilizie.

Nonostante tutto ciò l’unico ad aver avuto il coraggio di bocciare questo tracciato in Conferenza dei Servizi è stato il sindaco di Fara in Sabina Tersilio Leggio, che in quella sede ha anche annunciato un ricorso al TAR da parte del Comune, che si affiancherebbe così a quello che stanno preparando da mesi i cittadini attraverso il Comitato Nuovo Tracciato.

Sono ormai diverse centinaia le firme dei cittadini che si uniscono per il ricorso al TAR, a cui si sono aggiunte negli ultimi giorni le adesioni di importanti associazioni, cooperative, aziende agricole e imprese legate al territorio.

Fara in Sabina 7 marzo 2006

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
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COMUNICATO STAMPA: IL COMITATO NUOVO TRACCIATO NON RISPONDE ALLE PROVOCAZIONI E NON SI FA STRUMENTALIZZARE

Nell’ultima settimana il Comitato Nuovo Tracciato è stato oggetto di diverse provocazioni e strumentalizzazioni, in particolare attraverso articoli giornalistici pubblicati nella cronaca di Rieti dal quotidiano Il Tempo.

Siamo abbastanza smaliziati da non cadere in questo tranello, teso da coloro che vogliono trasformare in bagarre una lotta di impegno civile nel tentativo di ottenerne vantaggi elettorali, cercando così di vanificare i nostri sforzi.

Per questo motivo rispediamo al mittente le offese, le falsità e le volgarità, proseguendo invece sulla strada della imparziale, seria e documentata denuncia all’opinione pubblica e alla magistratura di quanto è accaduto e sta tuttora accadendo intorno al progetto di ferrovia Passo Corese-Osteria Nuova.

A tal proposito facciamo presente che già diverse centinaia di cittadini hanno sottoscritto il ricorso al TAR e che è nostra intenzione chiedere ai vari organi competenti di accertare eventuali responsabilità sia civili che penali in merito alla vicenda.

Il Comitato Nuovo Tracciato
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A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI FARA IN SABINA DA PARTE DEL COMITATO NUOVO TRACCIATO

Spettabili Associazioni di Fara in Sabina,

come saprete il nostro territorio comunale è interessato dall’attraversamento di una ferrovia. In fase preliminare tale opera doveva essere la Rieti-Roma, mentre in fase esecutiva il progetto ha riservato tutti i soldi previsti per la Rieti-Roma (49 km) per il solo tratto Passo Corese-Osteria Nuova (22 km). La società di progettazione Italferr non ha quindi più previsto il tratto ulteriore Osteria Nuova-Rieti, lasciando così il capoluogo senza ferrovia, e ha deciso che la costruzione inizi da Passo Corese e prosegua in direzione Osteria Nuova. Attualmente il progetto definitivo è stato approvato e sta per essere deliberato l’impegno di spesa, per cui siamo vicinissimi all’appalto e all’inizio dei lavori.

Oltre 200 proprietari di Fara in Sabina, a loro insaputa, hanno già subito vincoli sulle loro proprietà a causa di un piano degli espropri assai corposo, dovuto al fatto che il tracciato spezza in due l’area comunale e la zona più importante nella produzione dell’olio DOP sabino, dal momento che la ferrovia attraversa, oltre agli uliveti, territori già densamente abitati sfiorando di pochi metri le case, con attualmente presenti attività agrituristiche e imprenditoriali, luoghi di culto, siti archeologici e splendidi paesaggi.

Le aziende a cui verranno appaltati i lavori opereranno poi ulteriori espropri, che al momento non siamo neanche in grado di prevedere. Gli espropri già previsti rendono comunque già l’idea di quello che sta per accadere: 5.000 ulivi secolari verranno tagliati, alcune strade verranno trasformate, altre create esclusivamente per il passaggio di mezzi imponenti necessari alla realizzazione di ben 13 viadotti, molti dei quali alti oltre 30 metri e lunghi oltre 500 metri, per una lunghezza complessiva di oltre 5 km di viadotti. Verranno poi scavate 4 gallerie di cui una su Fonte Luna sopra Coltodino imponente, lunga 2,7 km, che richiederà anche parcheggi speciali e un eliporto per le eventuali emergenze. È certo che le gallerie sconvolgeranno completamente tutto il sistema idro-geologico comunale determinando la deviazione delle falde acquifere con conseguenze imprevedibili per tutti noi e con la certezza che moltissimi pozzi cesseranno di funzionare, e che sorgenti e ruscelli spariranno allo stesso modo.

Ci sarebbero tantissime altre cose da spiegarvi su questo nefasto progetto che distrugge completamente il nostro habitat così come lo conosciamo, compromettendo definitivamente ogni possibile sviluppo in ambito turistico, e che mette seriamente a repentaglio le attività imprenditoriali ed agricole un po’ ovunque, da Ponticchio-Grottaglie a Baccelli, da Coltodino a Prime Case, da Montegrottone a Canneto ecc.

Noi siamo un gruppo di cittadini che fino all’altro giorno neanche si conoscevano, di ogni estrazione, dalle storie e dalle idee diverse, ma che si sono ritrovati insieme, e che si sono costituiti in Comitato, per intraprendere e cercare di vincere una battaglia che ci deve trovare tutti uniti per difendere la nostra terra, i nostri investimenti e il nostro futuro, contro un’opera che per Fara in Sabina risulta essere puramente distruttiva. Al già gravissimo danno si aggiunge la beffa: l’opera non prevede, né consentirà in futuro, la realizzazione di stazioni intermedie né sul nostro territorio né altrove. Un’opera quindi di oltre 300 milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, che, per come è stata progettata, risulta essere di nessuna utilità pubblica. Richiediamo quindi che venga rifatto da capo il progetto di questa ferrovia, negli interessi non solo dei residenti di Fara in Sabina, ma di tutti i cittadini della provincia di Rieti e di tutti i contribuenti.

Riteniamo che le Associazioni presenti nel territorio di Fara in Sabina, senza alcuna distinzione, siano da noi informate su ogni aspetto di questo problema affinché sappiano esattamente cosa sta per succedere e per permettere loro di avere gli strumenti idonei per decidere se e come impegnarsi in questa battaglia. Noi vi vogliamo al nostro fianco, al fianco dei comuni cittadini, per far sentire sempre di più la nostra voce e far valere i nostri diritti.

Vi invitiamo quindi domenica 5 marzo alle 10.30 a Passo Corese, alla Sala 3M di largo Giulio Cesare, per approfondire con voi tutte le questioni e richiedere il vostro appoggio.

Vi ringraziamo sin d’ora dell’attenzione che vorrete riservare a questo problema, che se non arginato è destinato a sconvolgere radicalmente e per sempre il nostro territorio, i nostri investimenti, la nostra vita.

Fara in Sabina 1 marzo 2006

IL COMITATO NUOVO TRACCIATO
www.ferroviarietipassocorese.it

A disposizione di tutti la voce del Comitato

Per tutti coloro che non hanno potuto ascoltare il Comitato sulle frequenze di MEP Radio ecco a disposizione la registrazione integrale. L’approfondimento è stato condotto da Gianfranco Paris, direttore di Mondo Sabino, il 20 febbraio alle ore 16.00. Ospite in studio in rappresentanza del Comitato Nuovo Tracciato Paolo Campanelli, reatino e residente da ormai nove anni a Fara in Sabina. Il file è archiviato inoltre nella sezione Audio.

Scarica la registrazione integrale del programma della durata di 1h 02′ 09″ (MP3, 14,2 MB)

Sviste o censure?

Oggi due quotidiani locali hanno pubblicato integralmente (si fa per dire) il nostro comunicato di ieri, mentre gli altri hanno riportato alcuni passaggi tra virgolette all’interno di articoli. Provate a dare un’occhiata a come sono passati sui due quotidiani che li hanno pubblicati integralmente (in un caso il senso della frase risulta addirittura indecifrabile), ci sarebbero altre sottili differenze, ma ci limitiamo a farvi analizzare il penultimo capitolo. Vi riportiamo prima il capitolo originale, poi i due pezzi con [tra parentesi quadre e grassetto] il testo omesso e {tra graffe} le parole originali cambiate con altre. A voi l’arduo giudizio.

Testo originale del Comunicato del 22 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano “le palle” e ne raccontassero di meno, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Il Messaggero di Rieti del 23 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano [“le palle” e] ne raccontassero di meno[, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini].

Nuovo Rieti Oggi del 23 febbraio:

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano gli attributi {“le palle”} (termine originale più colorito) e ne raccontassero di meno[, invece è vero il contrario, purtroppo]. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche dei {di tutti} i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine, a {tutto} vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Che ne dite? Sciatteria giornalistica? Refusi? O censure? Noi diciamo solo che se fossero censure significherebbe che ci troviamo davanti ad una verità incontestabile e scomoda (non si censura ciò che è opinabile). Speriamo di sbagliarci. E ci aspettiamo un chiarimento da Il Messaggero di Rieti e da Nuova Rieti Oggi.

COMUNICATO: IL MOMENTO DELLE DOMANDE MAI POSTE E DELLE RISPOSTE CHE NON VERRANNO

Ieri 21 febbraio in Conferenza dei Servizi la politica delle convenienze affaristiche ed elettorali è riuscita a partorire il seguente mostro:

1- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è sbagliato e va rifatto

2- il progetto definitivo disegnato dalla Italferr è approvato

Inutile far notare che questo fotografa la totale miseria della nostra classe politica.

Si doveva giudicare il progetto di un’opera che devasterà parte del patrimonio inestimabile di noi tutti, in barba alle aspettative sin qui generate (Ferrovia dei Due Mari, Rieti-Roma, transito merci, corse turistiche ecc.) che, è ormai evidente, non verranno affatto onorate. Si doveva giudicare un progetto definitivo della Rieti-Roma, l’opera di rilevanza nazionale… Si doveva giudicare l’operato progettuale della Italferr.

Ce li immaginiamo lì, i nostri bravi politici, a fare da giudici a quest’opera…

“Perché non c’è nel progetto definitivo il tratto Osteria Nuova – Rieti?”

“Che garanzie abbiamo che il tratto da Osteria Nuova a Rieti si possa realizzare visto che non è stato progettato a livello definitivo ma solo come preliminare?”

“Perché il tratto Passo Corese – Osteria Nuova costa quanto doveva costare tutta la ferrovia Rieti – Roma?”

“Perché il tracciato è così lento?”

“Perché è un tracciato fatto quasi unicamente di gallerie e viadotti?”

“Perché non sono state previste, nemmeno nel preliminare, stazioni intermedie per corse lente utili sia ai residenti che al traffico turistico?”

“Perché l’unico punto dove è previsto l’incrocio dei treni è in cima ad un cavalcavia di oltre 30 metri che ne pregiudica la possibilità di una stazione intermedia?”

“Perché è stato progettato un tracciato a binario unico e non raddoppiabile?”

“Perché se si tratta della Rieti-Roma, prima tratta di una futura ferrovia dei due mari, non è stata progettata per il transito delle merci?”

“Perché i 17 km che insistono sul Comune di Fara in Sabina, cioè circa l’80% del tracciato, passano sopra luoghi di culto, zone densamente abitate, siti archeologici, paesaggi straordinari, aziende agricole?”

“Perché non avete nemmeno risposto alla delibera del Comune di Fara in Sabina del 2003 che bocciava il tracciato preliminare e vi invitava a collaborare per trovare una soluzione diversa?”

“Perché l’amministratore delegato di RFI non si è nemmeno degnato di rispondere ad un appello a lui diretto dal sindaco di Fara in Sabina al fine di trovare una soluzione che non ne distruggesse il territorio, dal momento che Italferr ne ignorava le osservazioni e nemmeno si degnava di rispondere?”

“Perché? Perché?”

E soprattutto ci immaginiamo i nostri politici, dopo i balbettii di Italferr, alzarsi e con tono deciso e pieno di orgoglio affermare: “Esistevano progetti non distruttivi, con poche gallerie e viadotti, dal costo inferiore a quanto stanziato dal CIPE, che ci avrebbero assicurato una ferrovia veloce da costruire e veloce da utilizzare, con possibilità di raddoppio dei binari, con caratteristiche tali quindi di permetterci di arrivare con certezza a realizzare l’intera tratta in due o tre anni, passando per stazioni turistiche intermedie, nel rispetto del territorio e della sua vocazione turistica. Quindi, mia cara Italferr, il tuo progetto non ha alcuna ragione per essere approvato. Si proceda con l’opera secondo un altro progetto e con le caratteristiche appena enunciate”.

Purtroppo questa è pura fantasia, dal momento che presupporrebbe che i nostri politici abbiano “le palle” e ne raccontassero di meno, invece è vero il contrario, purtroppo. Tutti a sbavare davanti ai milioni di euro, frutto delle fatiche di tutti i cittadini, e all’idea di aprire centinaia di cantieri senza fine,  a tutto vantaggio di mafie e clientele, e sulla pelle dei cittadini.

Sappiate che dovrete passare sopra di noi. Vi aspettiamo.

Il Comitato Nuovo Tracciato
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COMUNICATO STAMPA A SEGUITO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 21 FEBBRAIO

Quanto emerso oggi dalla Conferenza dei Servizi conferma quanto da noi sollevato, ovvero che il progetto definitivo della Italferr passa sulla testa dei cittadini sfregiandone il territorio, distruggendo aree archeologiche, spaccando luoghi di culto e mettendo a repentaglio le attività imprenditoriali e agricole.

Però, nonostante si sia convenuto che il tracciato – come da noi continuamente ribadito – sia totalmente sbagliato, sciatto, devastante e controproducente per un corretto sviluppo della provincia di Rieti, lo stesso è stato comunque approvato, cercando così di rimandare a chissà quando la soluzione al problema.

Per questo motivo i cittadini sono sempre più preoccupati e sono costretti a continuare e ad intensificare la lotta, vigilando affinché la ferrovia Rieti-Roma si faccia nel rispetto della popolazione e della vocazione turistico-ambientale della nostra provincia.

Il Comitato Nuovo Tracciato
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Corriere di Rieti del 20 febbraio

Il primo progetto di ferrovia Rieti-Roma risale al 1846, ma fu con la modernizzazione autoritaria del Duce, che sembrava fatta.
Era il 1931, stavano per partire i lavori, quando il “povero” Mussolini dovette arrendersi ai reatini che si rifiutavano di “essere chiusi in un cerchio di ferro”.
Ora, dicono che l’opera si farà, grazie ad una legge “speciale” che semplifica le procedure e dà licenza di ignorare ogni tutela e cautela, economica, ambientale e quant’altro: la legge Obiettivo.
Nata nel 2001 per l’avvio di “infrastrutture strategiche”, la legge, secondo molti esperti, ha il difetto di rispondere più a ragioni “politiche” che strategiche.
Poco importa se le infrastrutture siano davvero necessarie all’interesse nazionale, o quanto costeranno, conta che portino voti a chi riesce ad infilarle nel programma, “prenotarle”, “prometterle”: “attivarle”, “cantierizzarle”. Quanto dureranno, dove si troveranno i soldi per completarle e cosa ne pensano i cittadini è questione irrilevante.
Non lo pensano quanti si sono riuniti in un Comitato, non convinti da un progetto varato nelle condizioni sopra esposte.
Per cominciare va detto che tutti, ma proprio tutti, ambientalisti compresi, vogliono la ferrovia Rieti-Passo Corese.
Ma tutti, proprio tutti, sottoscritta compresa, vorrebbero non essere espropriati dal diritto di conoscere le ragioni per cui è stato scelto un progetto che prevede un tracciato che raddoppia i costi stanziati dal Cipe, l’organismo che assegna i finanziamenti; che devasta il territorio con gallerie che prosciugano le falde acquifere e danneggiano l’ecosistema e con cavalcavia che distruggono un paesaggio di storica bellezza per rara fertilità.
Soprattutto, vorrebbero conoscere come mai il Cipe ha finanziato la ferrovia Rieti-Passo Corese, mentre l’italferr annuncia la realizzazione della tratta Passo Corese-Osteria nuova..
Cicolani e Rositani sono consapevoli dei danni che stanno procurando? Se il problema è l’esosità del progetto scelto, perché non sono intervenuti per trovarne uno alternativo, di reale fattibilità?
C’era. Era quello realizzato dall’Università Roma tre, su richiesta dell’assessore regionale Aracri, An, al professor Gabriele Bariletti.
Lo studio riprendeva il progetto del Fascismo, a detta di molti ancora valido per qualità, il tutto gratis e con una previsione di spesa al disotto di quanto assegnato dal Cipe.
Ad Aracri piaceva, ma venne sostituito da Storace con Gargano, sempre An, che non gli riservò nessuna attenzione (Bariletti) e gli preferì quello della società Italferr.
(Rositani lo ha definito “progetto da studentelli”, dando indirettamente dello sprovveduto al Duce, visto che “gli studentelli” hanno riproposto, solo attualizzandolo, quanto era stato approvato da Mussolini e riconoscendo all’Università un ruolo da istituto per geometri) .
E’ legittimo che i contribuenti si chiedano quali siano stati i criteri di scelta. Che vogliano fermare qualcosa che è passato sulla loro testa e che non ritengano rappresenti, nelle condizioni date, una priorità utile alla collettività.
Che pretendano una spiegazione sull’inversione dell’ordine delle presunte necessità dell’infrastruttura, da Rieti-Roma a Roma- Osteria Nuova.
Quanto guadagneranno pendolari e studenti reatini, in stress ed in tempo, con un servizio Cotral-ferrovia? Raddoppieranno solo disagi e disservizi. E a cosa servirà davvero un trenino lento e antiquato in era di alta velocità?
Ha ragione chi suggerisce di prendere più tempo e di avviare, intanto, il recupero della ferrovia Rieti-Terni e l’allargamento della Salaria.
Sarebbe opportuno, soprattutto, che finalmente si operasse in presenza di un piano di sviluppo complessivo e con meno estemporanei opportunismi
Per saperne di più basta ascoltare, oggi, alle 15.30, Mep radio. Parlerà un rappresentante del Comitato.

Rosella Vivio

La voce del Comitato su MEP Radio Organizzazione

Oggi per la prima volta sarà possibile ascoltare direttamente la voce del Comitato, fino a questo momento escluso sistematicamente da TV e Radio locali, nonostante siano stati realizzati numerosi servizi e programmi sulla ferrovia. A darci ospitalità è MEP Radio Organizzazione, che ringraziamo per la disponibilità ed anche per la sensibilità dimostrata sinora nel riportare fedelmente ogni nostro comunicato.

Appuntamento quindi alle 15.40 di oggi 20 febbraio sulle frequenze di MEP Radio Organizzazione. Sempre oggi il Comitato si riunisce, come ogni lunedì e mercoledì, alle 17.30 alla sala 3M di largo Giulio Cesare a Passo Corese.

Tutti a firmare il ricorso al TAR

Domani sabato 18 febbraio alle ore 17.30, a Passo Corese, presso la sala 3M di largo Giulio Cesare, verranno raccolte le adesioni per il ricorso colletivo al TAR contro la costruzione della ferrovia secondo l’attuale tracciato, dagli effetti catastrofici per il territorio di Fara in Sabina e per il futuro di Rieti e provincia.

Facciamo appello a tutti i cittadini, e a tutti coloro che hanno a cuore i destini della Sabina, di partecipare numerosi, spargendo la voce e sollecitando tutta la cittadinanza ad unirsi a noi. È il momento cruciale, non mancare!

COMUNICATO STAMPA: PROPOSTA DEL COMITATO NUOVO TRACCIATO

Il Comitato Nuovo Tracciato, avendo a cuore lo sviluppo del territorio della provincia di Rieti, rivolge a tutti i cittadini, a tutte le associazioni, enti e amministrazioni della Provincia la seguente proposta per risolvere immediatamente gli annosi problemi ferroviari.

Il Comitato Nuovo Tracciato, premesso che:

ribadisce con forza e determinazione che venga bloccato il tracciato attualmente previsto Passo Corese-Osteria Nuova in quanto:

è devastante per il territorio di Fara in Sabina, che viene spaccato a metà sfregiando aziende agricole familiari, floridi uliveti, terreni coltivati, aree archeologiche, luoghi di culto, passando a pochi metri da innumerevoli costruzioni ed abitazioni, per alcune delle quali è previsto addirittura l’abbattimento;

è pericolosissimo per il futuro di Rieti, dal momento che, non essendo previsto – neanche come progetto definitivo – il tratto Osteria Nuova-Rieti, è molto probabile che il capoluogo non sia mai raggiunto dall’opera;

è eccessivamente costoso rispetto alla sua lunghezza e alla sua consistenza (binario unico, treni metropolitani eccessivamente lenti, impossibilità di arrivare a Roma Termini);

richiede tempi di realizzazione troppo lunghi (decenni), dal momento che la gran parte del tracciato è su cavalcavia e gallerie, con il rischio serio – anche dovuto al fatto che non ci sono garanzie sulla disponibilità finanziaria – che l’opera rimanga incompleta;

propone quindi:

l’istituzione immediata del servizio L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma Tiburtina-Roma Termini sfruttando l’infrastruttura esistente, che è in grado di portare subito i reatini nel cuore di Roma in un’ora e venti minuti circa, oltre a migliorare anche i collegamenti strategici con Perugia, Firenze, Bologna, Milano, Ancona, Viterbo, L’Aquila;

la stipula di un accordo tra Lazio e Umbria, già in essere in altre regioni italiani, per permettere l’accesso alle tariffe interregionali, uniformando così il prezzo del viaggio in treno per Roma con quello del viaggio in autobus;

l’istituzione di alcune corse no stop Fara in Sabina – Roma Tiburtina con tempo di percorrenza di 20 minuti;

l’istituzione di una navetta Osteria Nuova – Stazione Fara in Sabina, che gioverebbe tra l’altro del prolungamento dell’A4dir fino a Borgo Santa Maria con rampe di discesa verso la stazione di Fara, opera già prevista e in via di realizzazione;

– che venga data priorità sui futuri investimenti al tratto ferroviario Antrodoco-Amatrice-Porto d’Ascoli, fondamentale per il completamento della Tirreno-Adriatica e per la riarmonizzazione di tutta la provincia di Rieti, che vede sempre troppo escluse le aree della Valle del Velino e l’Alta Valle del Tronto;

e dichiara

di essere disponibile a discutere la progettazione di un nuovo tracciato Rieti-Roma, a patto che:

alla definizione del tracciato partecipino le amministrazioni coinvolte dal passaggio della ferrovia, insieme a rappresentanti dei cittadini e dei consumatori;

sia decisamente più conveniente nei tempi di percorrenza verso la capitale rispetto al servizio diretto L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma;

sia un’opera realizzabile in due o tre anni, con conseguente basso costo e basso impatto ambientale;

abbia caratteristiche tali da incidere sullo sviluppo turistico della provincia di Rieti attraverso l’individuazione di stazioni intermedie strategiche;

non determini il depotenziamento della tratta L’Aquila-Rieti-Terni-Orte-Roma, che andrebbe anzi nel tempo valorizzata e potenziata, dal momento che rappresenta la base strategica per uscire dall’isolamento

Pensiamo che la presente proposta dia una immediata ed efficace risposta all’isolamento di Rieti e provincia e al suo possibile sviluppo sulle grandi direttrici, conservando le caratteristiche ambientali, storiche e paesaggistiche alla base della vocazione turistica che tutti le riconoscono.

Con la sola volontà politica – e senza alcun investimento infrastrutturale – questa soluzione può essere attuata in pochi mesi da oggi (ad esempio potrebbe essere operativa per giugno 2006, dando impulso al turismo estivo), non distrugge nulla e rivaluta il patrimonio attuale, oltre ad essere conveniente nei tempi necessari per raggiungere il centro di Roma.

DIAMO AI CITTADINI UN TRENO CERTO ED EFFICIENTE SUBITO, PIUTTOSTO CHE UNA FERROVIA INEFFICIENTE ED INCERTA CHISSÀ QUANDO!

Fara in Sabina, 16 febbraio 2006

Il Comitato Nuovo Tracciato
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Una Ferrovia per Campagna elettorale

Venerdì sera il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato via fax ai vari enti (pubblici) coinvolti la data della nuova Conferenza dei Servizi così come annunciato il 9 febbraio. Facciamo notare che l’invio ad un ente pubblico di un fax tra le 18.00 e le 20.00 di venerdì ha la stessa valenza pratica di un invio fatto il lunedì successivo, cioè oggi 13 febbraio, giorno in cui scriviamo. Udite udite… la data della prossima Conferenza dei Servizi è fissata per il 21 febbraio! Anche i bimbi più sprovveduti sanno leggere questa vera e propria provocazione, cioè che è impossibile in 6 giorni lavorativi anche solo valutare un singolo problema emerso, per cui tale fax va letto “vi passeremo sopra con la nostra arroganza, alla faccia dei cittadini e dell’interesse pubblico, facciamo presto che ci sono le elezioni, non perdiamo tempo in chiacchiere e appaltiamo prima del 9 aprile! altrimenti quei polli di allevamento che vanno alle urne non ci votano più e rischiamo di rimanere col culo per terra”.

Chiediamo al Ministro di avere il coraggio di dire come la pensa veramente su questa farsa, prossima alla tragedia, della ferrovia più ignobile che sia mai stata progettata in 150 anni nel nostro territorio (qualunque altro progetto estratto a sorte avrebbe fatto meno danni). Chiediamo che il Ministro abbia il coraggio di dire ai cittadini che il loro (nostro) punto di vista non ha alcun valore contro gli interessi delle lobby politico-affaristiche che hanno messo le mani sulla Sabina.

E chiediamo a Cicolani e a Rositani di avere il coraggio di farsi di nuovo vivi tra gli abitanti di Fara in Sabina, per spiegare cosa spinge un senatore e un parlamentare a promettere davanti a 200 cittadini un incontro con il ministro Lunardi e le Ferrovie, promessa non mantenuta che ci ricorda le promesse del Gatto e la Volpe, visto che siamo a Carnevale, anzi nel Carnevale della politica, cioè nella tragedia della vita. Gesto da gradassi, da smargiassi navigati, del “ghe pensi mi”? Gesto ingenuo, stupido, sprovveduto? O furba manovra di chi non mirava altro che a sedare il più possibile gli animi sperando di rimandare lo scontento a dopo il 9 aprile?

Cari Lunardi, Cicolani e Rositani c’è tempo fino al 20 per farsi vivi da queste parti per dare spiegazioni e per ascoltare cosa abbiamo da dirvi, dopo sarà purtroppo troppo tardi e i cittadini faranno volentieri a meno di chi li ha presi soltanto in giro, quella sera del 14 gennaio al “Campo dei Miracoli”. E noi non vi seguiremo fino all’Osteria e non spenderemo di certo il nostro zecchino, la nostra terra, la nostra vita. Dalle fiabe abbiamo imparato tanti anni fa, ora è il caso di raccontarci finalmente la verità. Abbiatene il coraggio.

Comunicato Stampa n.1

Il giorno 9 febbraio si è tenuta la Conferenza dei Servizi in merito alla costruzione della tratta ferroviaria Passo Corese – Osteria Nuova.

Da quello che è trapelato dai giornali sembrerebbe che la Regione Lazio abbia espresso profonde perplessità in merito al tracciato, proponendo la sospensione del giudizio in merito per approfondire le osservazioni tecniche sollevate dai Comuni e gli enti coinvolti, rimandando ad una ulteriore sessione della Conferenza dei Servizi da tenersi entro la fine del mese.

Auspichiamo, come è noto, la revisione totale di questo tracciato in quanto completamente distruttivo per tutta l’area del territorio di Fara in Sabina e diamo atto al sindaco Tersilio Leggio di aver avuto il coraggio di esprimere l’assoluta impossibilità di correggere il percorso sollecitandone quindi una totale revisione.

Inoltre ci battiamo contro l’assoluta inutilità e pericolosità strategica di un collegamento non più con Rieti ma unicamente con Osteria Nuova, luogo che da qualche anno sta stranamente catalizzando opere, servizi, investimenti a scapito della centralità del capoluogo Rieti.

Apprezziamo la posizione assunta dalla Regione Lazio alla Conferenza dei servizi, anche se speriamo che, una volta approfondite le osservazioni tecniche, si concluda coerentemente bloccando il procedimento a favore di una riprogettazione totale dell’opera.

Comunichiamo a tutti gli interessati che il Comitato si riunirà ogni lunedì e mercoledì dalle ore 17.30 presso la sala 3M di Passo Corese in largo Giulio Cesare per visionare il piano degli espropri previsti dall’Italferr e per sottoscrivere un ricorso amministrativo collettivo contro l’attuale progetto delle Ferrovie.

Ricordiamo a tutti che siamo raggiungibili sul sito www.ferroviarietipassocorese.it e alla email contatti at ferroviarietipassocorese.it

Fara in Sabina 10-2-2006